Storia

Il 14 Luglio 1996, un gruppo di genitori di disabili costituirono l'associazione La Pannocchia.

Il gruppo iniziale era piccolo e quasi spaventato dai problemi che incontrava ogni giorno per la cura dei propri figli, anche perché non c'era alcuno che desse loro indicazioni sui percorsi da effettuare per giungerne a capo.

Non era un tempo qualunque, in quanto le famiglie dei disabili stavano vivendo un momento di forte insicurezza per il futuro dei propri figli : le Amministrazioni Comunali dovevano scegliere a chi affidare la gestione dell'handicap, se al privato sociale o all'Azienda Sanitaria (L.R. 41/96).

Foto della posa della prima pietra

Il numero degli associati é cresciuto negli anni e l'associazione ha aperto a molte persone non parenti di disabili, che portano con loro nuove conoscenze ed energie, supportando anche le famiglie dei disabili con una presenza attenta e disponibile.

Nel novembre del 1997 lo Statuto viene rivisto per essere adeguato alle necessità fiscali delle onlus, con una ulteriore rettifica a febbraio 1998 e la conseguente iscrizione nel Registro Regionale Friuli V.G. del Volontariato.

Nel maggio del 1998 l'associazione è riconosciuta come Onlus, acronimo di Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale.

Oggi l'associazione ha 140 soci rispetto agli iniziali 46 del 1996.

Negli anni si è dato corso ad una serie di iniziative man mano che si presentavano le necessità e si sentiva il bisogno di fare qualcosa per risolverle.

Gli incontri conviviali e le gite sono stati una delle prime iniziative dell'associazione, perché le famiglie sentivano il bisogno di trascorrere qualche ora serena in compagnia, senza essere guardate con curiosità e diffidenza dal resto dell'umanità così detta normale. Diffidenza, perché il diverso scatena sempre un certo non so che in chi lo incontra senza essere adeguatamente preparato; da ciò il desiderio di sensibilizzare le persone alla conoscenza della disabilità ed alla sua accettazione: solo entrare in contatto con una persona disabile può far comprendere tanti risvolti ed implicazioni dei suoi gesti e comportamenti non sempre apparentemente ortodossi.

I soggiorni estivi, poi, sono nati per dare un periodo di riposo alle famiglie e per aiutare i ragazzi a vivere un'esperienza di vita in un ambiente non famigliare e con persone diverse dalle figure parentali con cui si trovano sempre e che li capiscono senza alcuna difficoltà.

Presa cognizione del fatto che la vita scorre ed è inarrestabile il fluire del tempo verso il momento ineluttabile in cui i ragazzi resteranno privi dei loro genitori, si è fatto prepotentemente avanti il problema di:

Chi si prenderà cura dei nostri figli quando noi genitori non ci saremo più?

Finora i disabili rimasti soli venivano accolti in case di riposo per anziani, togliendo loro anche il diritto all'età anagrafica, con esigenze e richieste di vita diverse. Impedire l'invecchiamento dei disabili per esigenza assistenziale significa rispettare la dignità umana che li accomuna a tutti gli altri.

Il 17 maggio 1997 l'associazione è uscita coraggiosamente in piazza Garibaldi a Codroipo con una bancarella di oggetti prodotti artigianalmente dagli associati e un messaggio di richiesta di aiuto.

Cerimonia di inaugurazione

Al suo fianco, gli amici dei ragazzi e di tutti i disabili, primi sponsor: l'associazione Codroipo c'è, l'Associazione Pescatori Sportivi Quadruvium, il gruppo N.A.P.A. e l'allora Banca Popolare Udinese. Un passante si è fermato ad insultarci perché -"È ora di finirla di chiedere al privato quello che dovrebbe essere compito delle Pubbliche Amministrazioni".

Solo che le Pubbliche Amministrazioni non arrivano sempre in tempo utile dove occorre.

Ed allora, che cosa fare?

Nasce così il progetto "Una Finestra sul Futuro - Dopo di Noi"

Lo scopo del progetto é la costruzione e successiva gestione di una Comunità Residenziale per disabili soli, con una struttura modulare in grado di accogliere fino a 12 ospiti con una disponibilità di altri 2 posti per le emergenze e cercherà di risolvere i seguenti problemi:

  • Accogliere i disabili privi dei genitori o le cui famiglie non siano più in grado di continuare a gestirli.
  • Fornire un servizio di emergenza a copertura di difficoltà impreviste e improvvise delle famiglie.
  • Dare alle famiglie "affaticate" la possibilità di recuperare energie, ospitando per periodi programmati di sollievo i loro figli disabili.
  • Attuare un'attività di accoglimento a ore dei ragazzi (al sabato, o quando i centri diurni sono chiusi) per permettere ai loro familiari una certa libertà per effettuare spese o altro.

È possibile leggere la storia dell'associazione in modo molto dettagliato attraverso una {cms_selflink page="storia-della-associazione" text="serie di articoli"} in corso di pubblicazione sul periodico "Il Ponte"


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