Gestione

La nuova Comunità residenziale "Una Finestra sul Futuro - Dopo di Noi" inaugurata a dicembre 2003, dovette attendere il 18 marzo 2004 prima di poter accogliere i suoi ospiti, cioè solo dopo aver concluso l'iter burocratico che riconosceva l'idoneità della struttura e concedeva l'autorizzazione alla sua gestione, passando attraverso i percorsi del Comune e dell'ASS n.4. Situata a Codroipo in viale Duodo 86, gestita dall'associazione La Pannocchia onlus, può offrire accoglienza a 12 ospiti, più 2 posti per le emergenze e otto ospiti nel modulo diurno.

Per l'associazione la Pannocchia iniziò un periodo un po' particolare: dopo aver molto lavorato per la realizzazione del Centro "Una Finestra sul Futuro - Dopo di Noi", senza aver mai dimenticato le famiglie che assieme ai loro figli sono il vero obiettivo dell'operare dell'associazione, si arrivò alla gestione della Comunità Residenziale attraverso un'esperienza di due anni e mezzo nel Gruppo Appartamento, gestito in precedenza, che ci aveva dato la possibilità di imparare come effettuare un buon servizio diurno e di accoglienza a favore degli ospiti.

Finalmente si trasferirono i ragazzi dal Gruppo Appartamento alla struttura di viale Duodo; ad essi si aggiunsero subito dopo altri due. Si diede così inizio alla gestione più complessa di quella in essere fino a quel momento.

Dare un supporto alle famiglie tutti i giorni seguendone i figli anche oltre gli orari dei centri diurni, organizzare gite e soggiorni estivi, ospitarli durante i fine settimana, inserirli socialmente nell'ambito in cui vivono "durante noi" é il miglior modo per rendere più sereni e fiduciosi i genitori sul futuro dei loro figli. Essi possono così vedere che i loro cari sono capiti, accuditi con rispetto per la loro persona e personalità, in un'area protetta dai problemi quotidiani. Perché i nostri ragazzi sono come fiori particolari che possono vivere in un'area protetta al riparo dagli eventi che non sanno e non possono controllare.

Anche se in maniera soggettiva, i genitori percepiscono l'ottenimento di un buon servizio per il figlio disabile e lo vivono come una migliore qualità della propria vita in generale.

Da ciò si sono derivate indicazioni operative atte ad orientare la prassi dei servizi di supporto in una direzione che tenga conto dell'importanza insostituibile del punto di vista dei genitori.

Perché, come in un cerchio,

sono maggiori le risorse dov'é minore lo stress,

é più alto anche l'apprezzamento dei genitori per le prestazioni fornite dalle strutture diurne o di accoglienza residenziale frequentate dai loro figli; ricevendo una migliore qualità delle prestazioni da parte dei centri sanitari ed educativi e dalla società stessa, è possibile ridurre lo stress e migliorare le risorse nelle famiglie.

Certamente tutti i genitori di un ragazzo o ragazza disabile invecchiando sentono fortemente il problema del "dopo di noi" e naturalmente anche quelli del nostro gruppo lo sentivano.

La realizzazione di una struttura di accoglienza residenziale per i disabili orfani é stata la soluzione al problema del Dopo di Noi.

L'impegno solenne de "La Pannocchia", preso nel momento stesso in cui si iniziò a raccogliere fondi, fu ed é quello di non demordere mai, ma di continuare a perseguire il suo scopo realizzando la struttura di accoglienza e poi gestendola nel rispetto dei diritti umani ed individuali di ogni persona disabile, cercando di trasfondere il calore del focolare nella comunità residenziale.

L'impegno è faticoso, ma tante mani si sono protese per aiutarci, per insegnarci cosa e quando fare le scelte necessarie.

Pilastri di questa nuova gestione sono stati gli operatori della cooperativa FAI ed i volontari.

I volontari che frequentavano e frequentano La Pannocchia hanno una grande carica di calda umanità verso tutti coloro che sentono più deboli e bisognosi di aiuto.

Queste persone, collaborando con gli educatori ed operatori della Comunità, seguono gli ospiti accolti in forma residenziale o diurna e, rispettando l'individualità di ognuno secondo un programma specifico, aumentano la loro autostima fino a generalizzarne i risultati, stimolano il mantenimento delle autonomie già acquisite e la ricerca di nuove, ne favoriscono il benessere psichico ed emozionale; risultano essere i migliori aiutanti che si possa desiderare.

Alcuni volontari lavorano in appoggio alle attività più dinamiche, quali gite, balli in discoteca, piscina, ippoterapia, palestra ed anche artistiche: mosaico, pittura o lavoretti nei laboratori occupazionali; quelli meno giovani si occupano di aggiustare i piccoli danni dei vestiti degli ospiti, di insegnare ai ragazzi nei laboratori di cucina, maglia e cucito, di accompagnamenti nei trasporti ma anche di giri in bicicletta, di giardinaggio, di supporto per piscina e palestra.

Alcuni sono come dei fratelli o sorelle maggiori per i ragazzi, gli altri sono quasi mamme o nonni affettuosi e gentili, persone che danno il calore del focolare a chi non lo ha più.

Non si penserebbe che fino a poco tempo fa questi volontari non conoscevano i ragazzi con cui oggi parlano e vivono occasionali attività in assoluta armonia.

E' chiaro che ci vuole una fase di conoscenza più o meno lunga a seconda delle difficoltà personali di ciascuna delle due parti, ma la buona volontà di alcuni e la fiducia spontanea e illimitata degli altri sono dei catalizzatori eccezionali. Ed i risultati si vedono.

Nella quotidianità i musi lunghi sono banditi, e così pure le piccole rivalità. Grazie alla mediazione e al buonsenso dei volontari: si vede quanto i ragazzi siano felici di incontrarli dall'accoglienza festosa con cui li salutano quando arrivano nella struttura di viale Duodo.

E' felicità nata dall'amore che ricevono e danno, senza altre implicazioni.

Volontari, vi vogliamo bene per tutto il bene disinteressato che avete per i nostri ragazzi!

Se qualcuno volesse venire a conoscerci meglio, se volesse avere contatti con i disabili de La Pannocchia, se avesse dei ritagli di tempo da utilizzare per gli altri, sappia che la nostra porta é aperta e che potrà trascorrere qualche ora in un clima sereno.

Le attività di sensibilizzazione e di raccolta fondi da parte nostra tendono costantemente alla ricerca di sostegno economico per la gestione della comunità.

Organizzare la vita quotidiana e i laboratori occupazionali per gli ospiti tutti i giorni dell'anno, fornire i servizi di mensa, pulizia, stiratura, area verde e trasporti è stata un'impresa piuttosto complessa alla quale si sono dedicate molte energie. Oggi, a distanza di più di quattro anni dall'inizio, pensiamo di essere abbastanza qualificati e di farlo bene.

Peccato che l'economia generale sia in crisi e le disponibilità liquide sempre più limitate. Per fortuna ci sono sempre persone che ci danno i loro contributi per garantire attività interessanti ai ragazzi. I contributi pubblici sono sempre più limitati, visto che devono coprire svariati bisogni della comunità (minori, anziani, stranieri, ecc.), per cui nella quotidianità si devono fare i conti con molta oculatezza e sperare ancora nei contributi dei privati di buon cuore.

Un desiderio che ci accompagna e che vorremmo veder realizzato è quello di conferire l'associazione in una Fondazione per dare una certa sicurezza di continuità per il futuro, perché il nostro lavoro non finisca con noi ma continui a tutela dei nostri ragazzi.

Nessuno di noi è immortale, né vorrebbe esserlo. La vita è una continua trasformazione dinamica per cui si devono trovare delle persone che abbiano i nostri stessi intenti e vogliano seguire le linee guida da noi tracciate a favore dei ragazzi; un altro punto è quello di avere entrate economiche che possano garantire loro attività varie e piacevoli, perché le sole rette in convenzione non riescono a coprire interamente i costi.

Sarà possibile diventare una Fondazione? Ce lo auguriamo di tutto cuore anche per una maggiore sicurezza per il futuro dei nostri ragazzi.

Lisetta Bertossi