Gruppo appartamento

Il 26 maggio 2001 la Pannocchia pose il primo segno visibile del Centro da costruire sul terreno assegnato a questo scopo. Il cartello installato nel prato presso il Polo Sanitario di Codroipo era stato realizzato con la collaborazione di Tommaso Michieli, studente universitario in architettura (figlio dell'architetto Attilia Visentini), che ne aveva curato la parte grafica a computer, di Enrico Tossutti, pubblicitario, che aveva provveduto all'esecuzione delle pellicole e Chiandotto Pubblicità che lo installò fisicamente. Il cartello sarebbe diventato Cartello di Cantiere nel momento in cui la Regione ci avesse comunicato l'impegno sulla L. 44/87.

Come gruppo di genitori e amici dei disabili, comperammo un appartamento per avviare la gestione, anche se ovviamente in tono minore, in quanto il contributo ottenuto in base alla L. 162/98 richiedeva l'avvio della gestione del Progetto "Una Finestra sul Futuro": Le necessità di un luogo di accoglienza per i disabili più gravi, in modo da poter dare un po' di respiro alle famiglie, erano comunque presenti già da tempo.

I lavori di ristrutturazione e adeguamento dell'appartamento richiesero diversi mesi: vari associati prestarono la loro opera gratuitamente per modificare i locali, creare un doppio bagno, piastrellare a nuovo, adeguare il tutto alle normative della L. 626/94. Pierino Gori si occupò delle pratiche necessarie, dei disegni, dei calcoli in forma assolutamente gratuita. Lo ringraziamo per la sua esperienza dedicata a La Pannocchia.

Grazie ai consigli di Marco De Palma, contattammo la cooperativa FAI di Porcia di Pordenone, che si disse interessata ad avviare una gestione assistenziale nella provincia di Udine.

Così, ultimata la ristrutturazione, il 12 giugno 2001 iniziammo l'avventura gestionale sul banco di prova di un Gruppo Appartamento che andò avanti fino a marzo 2004. I primi tempi furono abbastanza duri, gli utenti erano pochi e poche erano le ore di accoglienza con costi pazzeschi. Un po' alla volta però la situazione migliorò, gli ospiti residenziali diventarono tre con altri due diurni e i conti rientrarono, almeno in parte... Questo periodo fu molto importante per chiarirci le idee sui costi fissi e variabili di gestione, grazie anche alle consulenze gratuite del dr. Mario Banelli e del sindaco Boem Vittorino.

Per quanto riguarda i ragazzi, il lavoro quotidiano diede magici risultati: tutti quelli che frequentarono l'appartamento, facevano a gara a voler ritornare alla "Casa della Pannocchia", come la chiamavano tra di loro, soddisfatti e piacevolmente occupati per tutto il periodo in cui il CSRE rimase chiuso per l'estate. Si trattò di un'ottima esperienza formativa e di crescita per loro e per le loro famiglie. Contemporaneamente al personale cooperativo si erano affiancati volontari motivati ed anche qualificati. Essi furono scelti tenendo conto sia delle preferenze dei ragazzi sia della grande disponibilità che davano: Giovanni, accompagnatore eccezionale per le uscite al mercato o in bicicletta, Pia, materna e sempre sorridente, Giuseppe, già educatore adorato con la rara abilità di mettere tutti a proprio agio ed indurre anche i più riottosi a collaborare serenamente.

In settembre, si avviarono laboratori di vario genere all'interno del Gruppo Appartamento per permettere a tutti i ragazzi le cui famiglie lo desiderassero di crescere in autonomia, prendendo dimestichezza con un ambiente diverso da quello familiare. Dall'esperienza ricavammo la certezza che non é il caso di aspettare un'emergenza, già traumatica in se stessa, per far loro conoscere un nuovo ambiente: il Dopo di Noi deve essere costruito Durante Noi.

Infatti emergenze ospedaliere a carico del solo genitore superstite, fecero vivere con paura la situazione ad un ragazzo, perché, non essendo ancora mai stato inserito in altri ambienti, si trovò nell'incertezza più pesante. A riprova di quanto sopra, una ragazza che aveva già iniziato a frequentare saltuariamente l'appartamento per partecipare a laboratori di socializzazione, invece visse serenamente l'esperienza della settimana in cui la madre fu ricoverata d'urgenza in ospedale.

Finalmente nel mese di luglio 2001 ricevemmo la comunicazione della Regione Friuli VG che le nostre richieste erano state accettate e dovevamo provvedere ad inviare loro il progetto esecutivo per l'approvazione da parte dei loro tecnici per l'edilizia, progetto esecutivo presentato al Comune di Codroipo il 9 agosto e poi inviato in Regione. Il progetto esecutivo definitivo venne approvato in Regione a ottobre 2001, con alcune modifiche dovute alla nuova Legge n. 328/2000.

In precedenza, per seguire le pratiche burocratiche e la costruzione dell'edificio, avevamo anche costituito un Comitato Tecnico di cui facevano parte tecnici, politici, volontari e imprenditori. Ancora oggi ringrazio l'architetto Maurizio Gobbato dell'ufficio Tecnico del Comune di Codroipo per l'aiuto che ci ha dato nel seguire le pratiche burocratiche anche con la Regione, Amo Masotti, burbero esperto di pubbliche Amministrazioni con un cuore grande così, Pellegrini Giovanni imprenditore edile del luogo e nostro consulente, l'ing.Edi Bazzarro progettista degli impianti elettrici, il p.i. Renato D'Agostin progettista degli impianti termoidraulici, Infanti Ezio impiantista termoidraulico e consulente manutentore ancora adesso delle magagne idrauliche della struttura, D'Agostin Angelico dello Studio Gamma responsabile della sicurezza di cantiere che ci ha fatto tutte le pratiche per l'accatastamento e le sue varianti, il p.i. Pietro Gori dello Studio Friuli, il geom.Adami esecutore dei calcoli computometrici, l'ing. Antonino Toscano per le verifiche in corso d'opera e l'ing. Andrea Pittolo per i calcoli in c.a. eseguiti gratuitamente Ringrazio inoltre gli architetti Visentini Attilia e Cristiano Michieli che si sono occupati dei progetti e della direzione di cantiere.

Il Comitato Tecnico organizzò la gara d'appalto per la costruzione della struttura; il 17 dicembre 2001 vennero aperte le buste e risultò vincitrice della gara la ditta Del Bianco srl.

Noi desideravamo una cerimonia che potesse riunire in un caldo abbraccio tutti coloro che avevano lavorato e partecipato in qualche modo a portar avanti il nostro progetto, così decidemmo di organizzare la posa della prima pietra per l'Epifania 2002. E in una luminosa giornata di gennaio, tepida per la stagione, tantissime persone vennero a vedere la Posa della Prima Pietra che fu deposta nel terreno con la pergamena coperta dalle firme di impegno dei molti politici intervenuti alla cerimonia e dei ragazzi de La Pannocchia. Don Remo Bigotto la benedisse e riscaldò i cuori degli intervenuti con le sue affettuose parole di bontà.

Un'altra tappa era stata raggiunta…ed eravamo sulla linea di partenza!

Lisetta Bertossi