Preludi - seconda parte

Nei primi tempi spendemmo una parte della cifra per gli arredi della nuova struttura che accoglieva i nostri ragazzi nel CSRE di Codroipo. La Provincia aveva terminato la costruzione dell'edificio di via Friuli per la fine dell'anno formativo 1997-8, ma mancavano completamente i mobili e gli arredi.

Grazie anche alla generosità dell'Emporio Roiatti snc e del vicesindaco Cordovado Daniele, riuscimmo ad arredare a sufficienza la struttura per settembre, inizio del nuovo anno formativo. I nostri ragazzi poterono così entrare nei nuovi locali e trovare una sistemazione dignitosa.

L'Associazione perseguì tenacemente l'agibilità globale della struttura, facendo da tramite e da collante, sostituendosi anche in proprio tra le varie istituzioni coinvolte che troppo spesso rimanevano incomprensibilmente bloccate perché i confini di demarcazione delle rispettive competenze erano incerti.

Nel corso degli anni successivi acquistammo altri mobili, computers, una fotocopiatrice e le attrezzature necessarie per lo svolgimento della vita del centro diurno.

Finanziammo anche attività particolari quali musicoterapia, ceramica, pittura, piscina, teatro, gite e feste per i ragazzi, in accordo con gli educatori e operatori del CSRE, senza mai dimenticare però l'obiettivo principale: la costruzione di una comunità alloggio per i disabili.

Il 20 settembre 1998 nel Duomo di Codroipo il sindaco Tonutti presentò alla cittadinanza il nostro progetto nel corso della Messa, contemporaneamente alla premiazione della Famiglia Rota per il loro sostegno alla chiesa e alla comunità. Don Remo ebbe parole di bontà per il nostro lavoro e per le sofferenze delle famiglie. L'aver scelto di iniziare il cammino nel raccoglimento e nella silenziosità del Duomo di Codroipo, indipendentemente dal credo delle persone, ha certamente una valenza morale.

Il due dicembre 1998 il progetto di massima dell'architetto Attilia Visentini venne presentato alla Cena Natalizia dei Lyons a Villa Manin, ottenendo la loro cauta approvazione. Successivamente questa si trasformò in caloroso sostegno con mille iniziative, quali raccolta fondi a San Simone, asta di quadri a Soleschiano, concerti, spettacoli ed altro; tutto questo fu iniziato dall'ing. Scolari di cui onoriamo la memoria per la sua umanità e dirittura morale e portato poi avanti da tante altre persone (dr. Oddone Bariani, dr.Orazio Civello, Tiziana Cividini, Monia Michelutti, Mario Cengarle e così via).

Al saluto di Natale 1998 il sindaco Tonutti riparlò della nostra associazione e del lavoro che stava svolgendo.

Ai primi di gennaio 1999, il presidente venne invitato ad un caminetto dei Rotary dove espose il problema del Dopo di Noi ed il progetto-proposta di soluzione, ottenendo un affettuoso sostegno morale ed un cospicuo contributo in seguito.

Ringrazio il ragionier Renato Tamagnini per l'interesse sincero con cui ha seguito la nostra associazione ed il lavoro svolto dai volontari per i disabili di cui si occupano, per il contributo che ci ha dato sia in sensibilizzazione sia di valido supporto morale, sia di raccolta fondi prima per la costruzione della struttura, poi per l'avvio gestionale. La stima che dimostra nei nostri riguardi è uno stimolo a continuare e a non demordere mai.

A volte ci sono degli intoppi che causano scoramenti, specialmente quando ci si sente impotenti a modificare le situazioni che si presentano. Ma l'appoggio di persone autorevoli e veramente interessate a risolvere i problemi sono come una mano calda che stringe la nostra e ci aiuta a trovare e imboccare la strada giusta.

Qual è stata l'utilità sociale di realizzare un centro di accoglienza permanente? La risposta è: enorme.

Qual era l'urgenza della realizzazione di questo centro? Improrogabile.

Grazie alla scienza e ricerca medica, la vita dei disabili si è allungata quasi più che per i normodotati, per cui essi sopravvivono ai loro genitori. In tutta la Provincia di Udine i centri adatti all'accoglimento residenziale dei disabili erano quasi inesistenti (solo 5!) ed il problema stava letteralmente scoppiando.

E' stata perciò una gradita sorpresa vedere che, forse per il battage fatto o per la nostra continua presenza sulla piazza negli ultimi anni, invece di stancare, eravamo riusciti a convincere l'opinione pubblica sulla serietà dei nostri intenti, un modo per risvegliare la sensibilità e la solidarietà della gente, spingerla a dirsi: - Quel problema è importante, mi sento in dovere di fare qualcosa nei limiti delle mie possibilità -.

Credo che il 1999 e 2000 siano stati in assoluto gli anni in cui é fiorito il maggior numero di iniziative a favore del nostro progetto, da svariate parti e da più gruppi e associazioni del Medio Friuli.

Tante delle iniziative del 1999 sono state di ampio respiro, organizzate da gruppi che si sono impegnati al meglio delle loro capacità per darci il massimo aiuto, sia in raccolta fondi, sia in solidarietà e simpatia.

Lisetta Bertossi